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Considerate la lucciola. La complice dei nostri sogni a occhi aperti nelle notti d’estate. Immaginate la sua luce da lanterna giallo-verde all’interno di una cellula umana e che si espande fino a pervaderla. Ovviamente, una lucciola non può entrare in una cellula. Ma è possibile inserire la luciferina, il substrato molecolare che, insieme all’enzima luciferasi, provoca la reazione chimica che da luogo al fenomeno della bioluminescenza.

Il dott. Theodossis Theodossiou, che conduce il progetto Lumiblast, finanziato dal programma europeo Horizon 2020, mira a sviluppare una biotecnologia d’avanguardia, per il trattamento di tumori, altrimenti inaccessibili proprio sfruttando la chemiluminescenza. La cellula malata viene accesa dall’interno attraverso l’ossidazione della luciferina grazie al catalizzatore luciferasi. Come se la cellula malata venisse cauterizzata da una sorgente interna di luce. Le creature luminose da millenni affascinano la scienza: oggi sappiamo che la biolumiscenza ha almeno 40 linee evolutive indipendenti.

Siete pronti ad accendere le luci?

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